Home l'idea
l'idea sezione
L'idea Ortocorto PDF  | Stampa |  E-mail

 

Dal 21 novembre 2009, negli spazi di Villa Ferri in via Bosco Papadopoli, 2, “Orto corto” il primo mercato agroalimentare creato sul modello farmer’s market del Comune di Padova. La collocazione del “mercatino” è a cavallo tra il quartiere Sud-Est di Padova – zona Guizza – e l’inizio del territorio del Comune di Albignasego, scelta strategica per accessibilità, densità di popolazione e la presenza del MetroTram.
Si tratta del “ mercato del contadino”  che dal 2008, con l’entrata in vigore della nuova legislazione in materia (decreto attuativo del MiPAAF del 20 novembre 2007), da realtà commerciale, adottata principalmente negli Usa e in Gran Bretagna, si sta diffondendo sempre più in Italia, consentendo così di accorciare la filiera e permettendo l’incontro diretto tra produttore e consumatore.
Dai risultati di un’ indagine, condotta dall’Istituto di Ricerche Economiche e Sociali (IRES)], è emerso che l’87,4% dei consumatori italiani considera il sistema produttivo “molto rischioso” e che il 75,8% di essi si manifesta “ansioso” nell’assumere i cibi. Tutto ciò si traduce in una richiesta di maggiore qualità, per la quale quasi la metà degli intervistati (45,2%) si dichiara disposta a pagare anche un premium price. I principali elementi di rischio vengono indicati: dall’uso di prodotti chimici (95,2%); dalla presenza di OGM (88,3%); dal sistema di trasporto (82,1%); dalla gestione nei punti vendita (76,4%); dalla produzione in paesi extra UE (75,6%); dall’assenza della marca sul prodotto (52,6%).
Questi dati  evidenziano  anche la presenza di un potenziale di bisogni insoddisfatti intorno ai quali è possibile costruire percorsi di sviluppo dell’offerta in grado di appagarli, facendo leva sulle potenzialità presenti nelle diverse realtà produttive, territoriali e ambientali dell’agricoltura padovana.  
Sotto gli effetti di una  crisi economica che ha inciso drasticamente sugli acquisti anche di generi di prima necessità, con un consumatore sempre più ansioso, attento e dinamico, “Orto Corto” ha deciso di fornire in primis una immediata risposta all’impellente esigenza di risparmio. Partendo infatti da un maggiore guadagno assicurato per il produttore (circa il 50% in più rispetto alla normale vendita alla GDO) il vantaggio per il consumatore si trasforma in un risparmio tangibile del 25-30% rispetto alla normale catena di distribuzione. Per ogni euro speso dai consumatori in alimenti - denuncia la Coldiretti - ben 60 centesimi vanno alla distribuzione commerciale, 23 all'industria alimentare e solo 17 centesimi agli agricoltori. Questo significa chiaramente che - precisa la Coldiretti - i prezzi sono aumentati in media di cinque volte dal campo alla tavola e che esistono dunque ampi margini da recuperare, con più efficienza, concorrenza e trasparenza, per garantire acquisti convenienti alle famiglie e sostenere il reddito degli agricoltori in un momento di difficoltà economica.
Inoltre “Orto Corto” favorisce la vendita di prodotti su scala locale, incoraggiando di fatto una produzione SOSTENIBILE, promuovendo quell’agricoltura che nasce vicino e vicino viene consumata, con prodotti che arrivano DAL TERRITORIO e facenti parte una produzione agroalimentare che ha intrinseca il rispetto delle STAGIONALITÀ.
“Orto Corto” da priorità ai piccoli produttori; fornisce la possibilità di verificare la qualità e la genuinità grazie al contatto diretto con l’agricoltore e con l’allevatore, ai quali si possono direttamente chiedere informazioni relative al prodotto. Garanzie quindi  di qualità e sicurezza dei prodotti, che permettono nel contempo la riscoperta del territorio agricolo e il nuovo rapporto tra il mondo agricolo e quello urbano. La spesa dal contadino  diventa quindi a km zero e alle prioritarie motivazioni economiche si uniscono quelle etiche del consumo responsabile.

torna indietro


 
Novità e Vantaggi PDF  | Stampa |  E-mail
  • Originalità del modello proposto: Quello inaugurato oggi ha Padova è un modello operativo alternativo di farmer’s market dove l’attività è gestita da una società agricola cooperativa, in cui però la parte più strettamente produttiva è integrata dall’azione di due cooperative sociali da tempo operanti in città, che coadiuvano i produttori nell’esercizio della vendita, sgravandoli dall’impegno della gestione delle azioni ad essa legate, favorendo al contempo l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati e la realizzazione di percorsi educativo-formativi legati ai temi dell’alimentazione. Questo tipo di gestione permette inoltre di poter equiparare i vantaggi del mercato a km zero con i vantaggi offerti dalla GDO. “Orto Corto”, infatti, è aperto tutti i giorni seguendo i normali orari di apertura dei negozi con sicuro vantaggio per il consumatore che può trovare quando vuole il prodotto fresco, sano e di stagione.

torna indietro


 
Il Connettore Sociale PDF  | Stampa |  E-mail
  • L'Impiego lavorativo di persone svantaggiate è una sfida ed un dovere della nostra attuale società che non può solo delegare allo stato il recupero e l’inserimento di persone in difficoltà. La possibilità di far lavorare in modo attento e responsabile persone che hanno difficoltà nell'inserimento lavorativo, non solo per passate esperienze di vita, ma pure per giovani ed adulti portatori di problematiche fisiche o mentali: in un ambiente sensibile, questo desiderio diventa una possibilità concreta perché l'ambiente in questione è gestito da un produttore attento alle tematiche sociali e vissuto da un consumatore disponibile alle “diversità”.

torna indietro


 
Il Progetto EAT PDF  | Stampa |  E-mail
  • Partendo dai concetti che stanno alla base del progetto “Orto Corto”, con il MOVIMENTO CONSUMATORI e il contributo della Regione Veneto che ha finanziato l’iniziativa, è nato il progetto EAT (Educazione, Alimentazione, Territorio) mediante il quale si è voluto sottolineare l’importanza della promozione di una cultura sulla sostenibilità agricola con l’attivazione di azioni educative e formative rivolte in modo particolare alle giovani generazioni. Il progetto culturale, infatti, mira ad organizzare diverse attività culturali, didattiche e dimostrative, legate ai generi alimentari tradizionali ed artigianali del territorio, predisponendo interventi presso le scuole, nei teatri e con corsi di cucina. Educazione, alimentazione, territorio: questi i principi cardine legati a diffusione, formazione e informazione dei consumatori sull’educazione alimentare, sulla sostenibilità, sulla valorizzazione dei prodotti del territorio, stagionalità, filiere efficienti, tracciabilità, spesa e risparmio.

torna indietro


 
La Difesa dell'Ambiente PDF  | Stampa |  E-mail
  • Il progetto “Orto Corto” è anche un modello di sostenibilità ambientale che permette di ridurre i danni che la produzione e la commercializzazione tradizionali hanno sull’impatto ambientale. La spesa a km zero, infatti, permette di fatto un minore uso di imballaggi per il trasporto e una sensibile riduzione dei trasporti; poiché hanno percorso il minor numero di km (trasporto a km 0) di fatto hanno inquinato meno. Si calcola un risparmio su base annua di anidride carbonica di circa 1000 kg per famiglia. Favorire la produzione di prodotti locali significa anche il ripristino di coltivazioni abbandonate nel tempo in quanto non in grado di reggere la concorrenza di altri luoghi aumentando di fatto un concetto di biodiversità.

torna indietro


 


Copyright © 2010 Ortocorto. Tutti i diritti riservati.
Joomla! è un software libero rilasciato sotto licenza GNU/GPL.